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L'INTERVAL TRAINING ED IL METODO AD INTERMITTENZA PER ALLENARE LA RESISTENZA NEL PUGILATO

L'INTERVAL TRAINING ED IL METODO AD INTERMITTENZA PER ALLENARE LA RESISTENZA NEL PUGILATO

Ottobre 15, 2016 0 comments 450 Hits

 

L’interval training ed il metodo ad intermittenza per allenare la resistenza nel pugilato

Una delle qualita’ piu’ importanti negli sport da combattimento e nello specifico nel pugilato è senza dubbio laresistenza alla forza veloce (RFV), che puo’ essere definita come la capacita’ di reiterare nel tempo azioni rapide diforza esplosiva (FE) cercando di mantenere dei valori abbastanza prossimi a quelli iniziali nel piu’ lungo tempo possibile.
Nel pugilato infatti durante il corso di una ripresa un pugile alterna fasi di colpi in attacco o contrattacco seguite da fasi a distanza, di difesa o di studio tattico e nel momento in cui i due pugili sono stanchi non è raro vedere i due legare. Queste ultime fasi, oltre ad essere delle importanti soluzioni tattiche, rappresentano anche delle fasi di recupero indispensabili per recuperare energie e ricominciare la fase offensiva del combattimento.
Inoltre il recupero tra una ripresa e l’altra e’ molto breve , solo un minuto.
Dunque la caratteristica biologica fondamentale del pugilato e piu’ utile è senza dubbio il lavoro ad intermittenza o a intervalli (Interval Training).
Nel pugilato occorre esprimere azioni efficaci grazie all’utilizzo della FE e dei meccanismi energetici ad essa associati. Lo scopo fondamentale del lavoro ad intermittenza è quello di migliorare la capacita’ di resistenza alla fatica e ripristinare i meccanismi energetici adeguati nel minor tempo possibile.

 

Conclusioni:

Ogni buon tecnico di pugilato o preparatore atletico che sia dovrebbe seguire dei protocolli di allenamento e di conditioning personalizzati ed esclusivi a seconda dell’atleta allenato e delle sue caratteristiche morfologiche e funzionali.
Il pugilato come detto è uno sport di situazione dove fasi a ritmo alto, con attacchi e scambi, possono alternarsi a fasi piu’ blande e di recupero e dunque il modo migliore per preparare atleticamente ogni pugile è quello di evitare mezzi e metodi di allenamento che per molti anni sono stati , sbagliando, suggeriti a pugili dilettanti e professionisti: corse lunghe e a ritmo costante senza cambi di velocita’ o ritmo ripetute troppo frequentemente, numerose riprese al sacco senza variazioni di intensita’ ne’ simulando situazioni di combattimento.
Il mondo della preparazione atletica non è una scienza esatta e come tanti altri campi è un mondo in continua espansione, crescita e sviluppo, quindi inserire nuove metodiche o programmi di allenamento per allenare i propri atleti non vuole essere ne’ un atto dissacrante verso il passato, ne’ un atto di presunzione o rivoluzionario , ma soltanto un modo per migliorare le performance dei propri pugili e ottenere successi.

 

 

Articolo di Stefano Giuseppini

Dottore in Scienze Motorie/Personal Trainer/Preparatore Atletico/Pugile Dilettante

 

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